LA VOLTA CHE SCOPRII IL MARE

La meta che inseguo a ogni partenza è un ricordo. Avevo tre anni. Affacciati al finestrino del treno, mia madre mi indicava con il dito una fettuccia azzurra che appariva e spariva fra gli alberi: il mare. Io però pensavo a mio padre che non era con noi. Sebbene oggi mi sembri incongruo che le cose siano andate così, ancora con le valigie in mano andammo alla spiaggia. O forse la spiaggia era sulla via della pensione dove avremmo alloggiato. L’acqua pettinava la sabbia a piccole onde. Le intimidazioni di mia madre non bastarono a impedirmi di inseguire i miei cugini nelle tiepide pozze lasciate indietro dalla marea. Scoprii il mare correndo avanti e indietro nell’acqua calda del tramonto, alzando enormi schizzi innocui e ridendo fino alle lacrime.
Non ho più ritrovato la perfezione di quel momento e la sto ancora cercando a ogni viaggio.

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2 risposte a LA VOLTA CHE SCOPRII IL MARE

  1. Max510 ha detto:

    Belle emozioni, Giulio…
    Ciao ciao
    Max

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