Una partenza lunga cinquantaduemila chilometri

11 Ottobre 2008. Una donna si imbarca a Linate, destinazione Buenos Aires. Ha spedito via mare la sua motocicletta. Percorrerà le Americhe da Usuhaia, la città più australe del mondo, fino al circolo polare artico, in Alaska. Da sola. Tornerà a casa dopo un un’avventura lunga ventitre mesi e cinquantaduemila chilometri. Da sola. In motocicletta. È Miriam Orlandi.
Il viaggio di Miriam non è solo una lunga e favolosa strada fra ventidue nazioni, ma è anche un percorso interiore di coraggio. Combatte la paura femminile di essere debole di fronte agli sguardi maschili rapaci; combatte gli stereotipi, che si annidano fuori e dentro di lei, secondo i quali una donna non ha la forza né le competenze per risolvere i mille problemi di un viaggio tanto lungo in ambienti spesso ostili; combatte la prudenza che una diagnosi di insufficienza mitralica grave le imporrebbe e sale sugli altipiani andini a quattromila metri. Combatte la paura, la solitudine, le tentazioni di cedere ad incontri che la distrarrebbero dal suo proposito, difficoltà meccaniche apparentemente insormontabili e ostilità burocratiche granitiche. Combatte e vince. La sua vittoria non è una bandierina piantata sull’estremo lembo di terra di fronte allo stretto di Bering; è la quieta coscienza che il viaggio è concluso, senza rimpianti, che è ora di volgere la moto verso casa. Sa che il mondo davanti a lei riserverebbe ancora tanta strada, ma la rinuncia è lieve, senza rammarico. Ha trovato quello che cercava. L’arrivo a casa non sarà quello dell’eroina; anzi, Miriam avrà fatto di tutto per nascondere le proprie tracce. Imbocca il vicolo, spegne la motocicletta, percorre il vialetto uguale a quando era partita, suona il campanello e qualcuno apre la porta.
Il resto scopritelo voi nel bel libro che Miriam ha scritto nei tre anni che sono passati dal suo ritorno. Un libro importante, con tantissime fotografie stampate su carta di qualità, curato nella veste editoriale. Un libro che si legge tutto d’un fiato, come un romanzo, e trasporta il lettore sul sellino della motocicletta dell’autrice in luoghi maestosi e città stridenti di contrasto, il vento in faccia. Soprattutto, un libro che insegna che il viaggio è incontro e Miriam si sofferma molto sugli incontri fatti, casuali o cercati tramite quella straordinaria rete di solidarietà rappresentata dai “social network”.

Orlandi Miriam, IO PARTO, La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, Brescia 2013. pp. 336.
Per ora, il libro può essere richiesto direttamente all’autrice, scrivendole all’indirizzo ioparto.miriam@gmail.com

img065

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Turismo, Viaggi, Viaggi in moto e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Una partenza lunga cinquantaduemila chilometri

  1. Pingback: Una partenza lunga cinquantaduemila chilometri | Giulio1954's Blog

  2. Valter ha detto:

    …mitica Miriam, spero di incontrarla un giorno e stringerle la mano. Nel frattempo le richiederò il libro. Grazie Giulio 🙂

  3. Max510 ha detto:

    L’ho comprato ma non ancora iniziato…
    Bella recensione Giulio !

  4. Viaggiando con Bea ha detto:

    Con una recensione così come si fa a non esserne attratti?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...