Alle sorgenti del Danubio

L’incontro fra Breg e Brigach a Donaueschingen

È il quindicesimo anno prima della nascita di Cristo. Inviato dall’imperatore Ottaviano Augusto, Tiberio Claudio Nerone ha sconfitto i Vindelici nei pressi del Lacus Venetus (il Lago di Costanza) e si inoltra a nord per stabilire se l’alto corso del Danubio possa rappresentare una difesa naturale del confine dell’Impero dalle scorrerie dei Marcomanni. Giunge a una vasta piana paludosa nella quale il fiume si perde in un dedalo di risorgive, ruscelli e specchi d’acqua: una “terra aut silvis horrida aut paludibus foeda”. Sullo sfondo, la Silva Abnoba (la Foresta Nera), sconosciuta, impraticabile per un esercito e infestata di oscure divinità. Stabilisce dunque che in quella piana e da una di quelle fonti carsiche nasce il grande fiume che andrà a perdersi nel lontanissimo Pontus Exinos (Mar Nero).

Passa il tempo e nei pressi della risorgiva sorge un villaggio, Esginga, menzionato per la prima volta nell’889. Nel 13° secolo il borgo viene ribattezzato Donaueschingen nella convinzione che si trovi alla sorgente del Danubio. Nel 1488 i principi Fürstenberg acquisiscono il castello di Donaueschingen e rafforzano con la loro influenza, la narrazione che quel Donaubach che sgorga lì è la fonte del Danubio.

Tuttavia, non tutti concordano con la narrazione e qualcuno pone la candidatura di uno dei due rivi che scorrono dalla Foresta Nera e mescolano le loro acque insieme a quelle del Donaubach a Donauschingen: il Breg e il Brigach.

La candidatura del Brigach decade abbastanza rapidamente, mentre la polemica tra Donaueschingen e Furtwangen divampa, si alimenta di evidenze storiche e geografiche e arriva a coinvolgere le istituzioni politiche del Baden-Württemberg. Nel 1981, il Ministero degli Interni dello Stato stabilisce che la fonte del Breg non può essere dichiarata fonte del Danubio nelle mappe ufficiali, mentre l’ex ministro dell’Agricoltura e delle Foreste dichiara che il fiume Breg può essere giustamente chiamato il corso d’acqua principale del Danubio.

Un rompicapo senza soluzione, complicato ulteriormente dal dubbio avanzato dallo scrittore Claudio Magris che il Breg, in realtà, nasca da un lavandino che si riempie in continuazione per via di un rubinetto che nessuno riesce a chiudere, collegato a un tubo di piombo che va a perdersi chissà dove.

Un rompicapo che merita una visita per farci un’idea definitiva o, se non altro, per tornare ancora una volta nella Foresta Nera.

La Donauquelle

Donaueschingen ci accoglie nell’elegante Karlstraße con la vivace e assolata festosità di un pomeriggio domenicale. Grosse fette di torta ed esagerate coppe di gelato italiano mettono assieme la folla multietnica di abitanti e turisti.
Il centro di gravità della città è il castello Fürstenberg, imponente residenza barocca a un tiro di sasso dalla sovrastante chiesa cattolica di San Giovanni con i due campanili “a cipolla”.
Fra gli edifici, la Donauquelle, la risorgiva più importante delle ventidue che confluiscono all’incrocio di Brigach e Berg. La sorgente è incastonata in un complesso marmoreo austero e solenne; rappresenta la “Madre Baar” che indica la strada verso il mare al giovane Danubio.

L’acqua limpida e turchese è colma di lussureggianti alghe pigramente mosse dalla corrente e animata dalle bolle d’acqua che emergono dal fondo.
L’insieme infonde un senso di pace e di equilibrio classicheggiante, riparato dal clamore domenicale poco lontano.

Ritroviamo lo stesso richiamo romantico passeggiando nel maestoso parco della città, in particolare là dove il ruscello che si forma alla Donauquelle defluisce nel fiume Brigach. La confluenza è ornata da un piccolo tempio in stile greco antico, ideato dall’imperatore Guglielmo II; sull’architrave è incisa un’epigrafe: DANUVII CAPUT  EXORNAVIT.
La passeggiata prosegue verso est lungo il Brigach fino ad incontrare il Breg, corso d’acqua stretto e rigidamente incanalato, con il quale si fonde finalmente nel fiume Danubio.

La Breg Quelle

La fonte del fiume Breg

Per visitare la sorgente del Breg, da Donaueschingen si prende la strada verso Furtwangen e si percorre il fondo di una tranquilla valle prativa. Si incontrano fattorie isolate, una segheria di tronchi e qualche fabbrica dall’aspetto discreto. Il fiumiciattolo corre pigro a fianco della strada, allargandosi in scuri bacini torbosi e accelerando in brevissime rapide cristalline quando la pendenza si accentua.

Oltre Furtwangen e il suo bellissimo museo degli orologi, la valle del Breg prosegue a nord-ovest ancora più intima e rinserrata. All’altezza di una cappella dal tetto scosceso che si erge alta su un poggio, ci si inerpica per una stradina asfaltata e si prosegue fino al Kolmenhof, un alberghetto accogliente e allegro fra prati e boschi bui.

Quando arriviamo, nel parcheggio sterrato le auto sono poche e pochi i turisti che già cenano ai tavolini all’aperto. Un vialetto scende verso la Breg Quelle. Due colonne cilindriche ne incorniciano l’inizio, ornate con la scritta “Donau Quelle” a rivendicare la “vera” sorgente del grande fiume.

Lo percorro assorto perché è un momento speciale. Non ricordo più bene quanti anni sono passati dalla prima volta in cui Roberto mi parlò del bisticcio che divideva gli abitanti di Furtwangen e quelli di Donaueschingen a proposito della sorgente del Danubio e quante volte ci siamo ripromessi di venire quassù a vedere di persona come stanno le cose. Ricordo invece, nei lunghi mesi in cui sono stato malato, la mia smorfia di speranza e  scetticismo quando l’amico veniva a farmi visita e mi ricordava l’appuntamento con la sorgente del Danubio.

Ai piedi di un grande prato smeraldino, in un folto d’alberi, un filo d’acqua zampilla dal terreno e scende pigramente a valle. La fonte è sormontata da un dio pagano in bronzo dai lunghi capelli e con barba fluente, sdraiato fra grossi sassi. Le persone si muovono intorno con deferenza come se fossero in un luogo speciale, esposte a qualcosa di numinoso che si manifesta nel getto d’acqua limpida.

Mi viene l’idea di varare una barchetta di carta nella debole corrente e seguirla di corsa fino al mare lontano mille vite, ma – si sa – la commozione è una folgorazione e presto lascia spazio alla curiosità di assaggiare le trote alla mugnaia del Kolmenhof e la birra Alpisbacher che ho adocchiato, ambrata e schiumosa, ai tavolini del ristorante.

La Brigach Quelle

La fonte del fiume Brigach

Nel 1719, il vicario Breuninger del convento di Sankt Georgen im Schwarzwald reclamò la sorgente del fiume Brigach quale autentica fonte del Danubio. Ora tale presunzione trova qualche tifoso solo fra gli abitanti di Sankt Georgen, ma comunque il luogo merita una visita perché il Brigach dà il nome ad una importante valle che ospita la città di Villingen e per rispetto alla memoria di Vikar Breuninger.

La fonte si trova nei pressi della fattoria “Hirzbauernhof”, poco sotto lo spartiacque europeo. Quando arriviamo, ad accoglierci troviamo una zattera da ragazzini con la bandiera nera dei pirati ormeggiata nel laghetto da cui nasce il fiume. Tuttavia, del fiume non c’è traccia, tanto che dubitiamo di essere nel luogo giusto finché un cartello pirografato ci rassicura. Esplorando il terreno intorno, scopriremo presto che corre interrato per qualche centinaio di metri e poi riaffiora in una linea sinuosa fra i cespugli che ne segnano il percorso fra i prati in discesa.

Accanto alla pozza, riparati da salici, conifere e cespugli, gli edifici della fattoria. Sebbene il cielo sia scuro e gonfio di pioggia, l’erba vibra di luce verde.

Un’anziana signora alla guida di una Golf color argento, passa lentamente sulla stradina bianca e alza la mano con un sorriso a salutarci.

La Donauversickerung

Da Donaueschngen, il Danubio scorre sinuoso e placido ad est largo circa una ventina di metri, finché, fra Immendingen e Möhringen, si inabissa e gran parte dell’acqua riappare come una sorgente nell’Aach a una dozzina di chilometri a sud per confluire nel Bodensee e nel Reno verso il Mare del Nord. Così, durante l’estate, il letto del fiume fino a Tuttlingen è completamente secco e si passeggia fra i ciottoli asciutti del fondo.

Il greto del Danubio completamente asciutto

Non è sempre stato così e la prima volta storicamente documentata dell’inabissamento del Danubio risale al 1874. Nel 1921 il Danubio scomparve alla vista per quasi tutto l’anno e in media negli ultimi anni si asciuga in superficie per circa 150 giorni.

Il Danubio a Tuttlingen

Non si sa come si svilupperà in futuro il fenomeno. C’è chi pensa che verrà il giorno in cui l’attuale alto Danubio sarà completamente deviato verso il Radolfzeller Aach, e quindi verso il sistema fluviale del Reno. Quali saranno allora le sorgenti del Danubio? Già oggi la questione della “vera” sorgente del Danubio non si limita alla contesa fra Donaueschingen e Furtwangen, ma coinvolge affluenti minori che, a seconda del momento dell’anno, sfociano o danno inizio al Danubio fra Möhringen e a Tuttlingen.

Ci aspettiamo sviluppi clamorosi.

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