Gli eroi dimenticati che non ebbero scelta

Immaginate un muro di pietra bianca – pietra di Portland – interrotto a metà da una fessura verticale. In bassorilievo una processione di cavalli, gatti, asini, muli, cani, elefanti, dromedari. Un mulo indossa la maschera antigas; un cavallo è a terra, stroncato. Davanti al muro due muli, pesantemente affardellati, risalgono lentamente e faticosamente una breve scalinata che raggiunge la fenditura. Al di là del muro, un cavallo e un cane. Il cane è voltato indietro; aspetta che essi li raggiungano, ma i due muli non li raggiungeranno mai.
Quello che ho descritto non è un sogno, o un incubo; è un monumento. Si trova a Londra in Hyde Park ed è un potente e commovente omaggio a tutti gli animali che servirono, soffrirono e morirono a fianco delle forze inglesi, del Commonwealth e degli alleati nelle guerre del 20° secolo. A me piace pensare che il monumento sia dedicato anche agli animali portati al fronte dagli avversari.
Cinquantamila cani, centomila piccioni, milioni di cavalli, muli, asini, buoi. Elefanti, cammelli.
Al fronte, gli animali soffrivano la fame più dei soldati. Si racconta di cavalli che cercavano di addentare le ruote dei carri perché troppo affamati o che mangiavano le coperte e si soffocavano con le fibbie dei finimenti. Non c’erano ripari per loro e nei mesi invernali morivano di polmonite o di assideramento nel fango, nell’acqua, nella neve. Erano esposti alle infezioni e all’annegamento. Erano presi di mira dai cecchini, bombardati, mitragliati, asfissiati e avvelenati coi gas.
Nel libro “Il Monte Asolone. Elegia del Grappa”, Otto Gallian così descrive gli effetti di un bombardamento a gas.
“Gas!Gas!” Mi scuoto dal sonno, sento il gas fischiare, indosso la maschera. Vicino a noi le pariglie di muli delle squadre mitraglieri s’imbizzarriscono – sibilano granate e granate – le povere bestie ragliano, rompono selvaggiamente i finimenti che le cingono mentre i conducenti, in parte senza maschera, urlano invocazioni d’aiuto da spezzare il cuore.
La zona offre un quadro raccapricciante: i muli giacciono accoppiati, ammucchiati in cerchi sul terreno, con il muso coperto di schiume giallo verdastre, accanto a loro conducenti bosniaci e alcuni uomini delle nostre squadre mitraglieri.
Nel corso del conflitto morirono circa 8 milioni fra cavalli, muli e asini. Essi non ebbero scelta.

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2 risposte a Gli eroi dimenticati che non ebbero scelta

  1. Valter ha detto:

    Altri numeri terribili, la guerra è un mostro che non risparmia e non guarda in faccia nessuno, uomini, animali, piante, cose…

  2. Max510 ha detto:

    Un’altra bella ed allo stesso tempo tremenda testimonianza di quanto terribile sia la guerra…
    grazie Giulio

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