Viscri
The journal of a short range traveler
Il sole ancora basso all’orizzonte accentua i colori pastello delle case intonacate a calce e i ciottoli del largo viale polveroso. Ombre frettolose alzano piccoli sbuffi di polvere a ogni passo; portano un secchio o trascinano un bidoncino nel carretto ballonzolante sul terreno sconnesso. Mi guardano con curiosità e, forse, un po’ di traverso; nessuna mi rifiuta il saluto.
Svolto nella via, verso la chiesa fortificata. Dalla postierla di una casa si affacciano un uomo in mutande e un cane. L’uomo mi vede, rientra precipitosamente e lascia il cane sulla strada. Riapparirà poco dopo, sempre in mutande, per richiamare il cane che ha deciso di mordermi.
«Sassoni ce ne sono ancora molti?» chiedo.
Proseguiamo assieme per qualche minuto, poi: «io vado di qua» e indica un sentiero nell’erba, «buon giorno».
È il signore di prima, ora con un cane che gli gira intorno.
Mi soffermo su una vecchia fotoceramica. Risale certamente ai primi anni del XX secolo e ritrae una coppia. Georg ha i capelli lunghi sulla nuca, probabilmente biondi, una barba caprina biforcuta e folte sopracciglia. Indossa un panciotto scuro sulla camicia bianca con le maniche a sbuffo e il colletto morbido chiuso con una fettuccia nera. La veste di Sara è sontuosamente ricamata; il volto incorniciato da un velo bianco. La fotoceramica è sbiadita, le lettere scolorite, la tomba in abbandono.
Bellissimo racconto.
Ho visitato Viscri nell’agosto del 2012.
Giusto il tempo di una passeggiata dentro ed intorno alla chiesa fortificata e con un passaggio veloce per le polverose vie del paese che mi hanno lasciato una bella foratura in una ruota.
Però purtroppo facciamo sempre tutto velocemente e non abbiamo mai il tempo di fermarsi a parlare per conoscere anche le persone.
Ci vorrebbe molto più tempo.
Ho lasciato traccia in queste poche righe: I villaggi sassoni http://wp.me/p20l3Y-dn
Carissimo, forse dobbiamo rivedere il nostro modo di viaggiare: poco, ma più lentamente. 🙂
storia intrigante, stimolante: forse non era proprio il momento di aggiornarsi sul JPD… meglio lanciarsi in una ricerca su maps e sui sassoni di Viscrì… anche perchè -decisamente inusuale per te !- non hai insertito alcuna delle tue solitamente belle ed ispirate fotografie…
come al solito, grazie per la ompartecipazione
Ho avuto lo stesso pensiero di Leopoldo e credo che l’assenza di foto sia voluta proprio per “stimolare” il lettore. Negli altri recenti racconti mi scrive in terza persona; si dice così?
Sempre grande Giulio, anche in vacanza 😉
Carissimi Leopoldo e Valter. Eccovi accontentati.