Taccuino di Romania

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«Ciao! Volevo chiederti di rimandare quel nostro incontro perché sto per partire e ho bisogno di tempo per preparare la moto.»
«Va bene. Dove vai?»
«Romania.»
Una pausa. Mi sembra di vedere l’espressione sorpresa di Luciano.
«In Romania? Cosa c’è in Romania?»
Ho intuito bene: c’è allarme nella voce dell’amico. Allarme e forse qualcosa d’altro che non capisco.
«Tante cose: il Maramures con i portali scolpiti delle fattorie e le chiese in legno, i monasteri affrescati della Bucovina, le città sassoni e i villaggi fortificati della Transilvania. Ci sarebbe anche il delta del Danubio, ma stavolta non ce la facciamo.»
Un’altra pausa. «Proprio in Romania devi andare?! Con la moto!?»
«Dai, ti chiamo quando torno e ti racconto.»
«Se non ti sento entro il 30 di agosto, invio i soccorsi.»
La battuta è scherzosa, ma l’allarme di Luciano non lo è.
«Quando torno, ti chiamo.»
Siamo andati. Purtroppo, abbiamo dovuto rinunciare alla motocicletta che la sera prima della partenza ha dato segni che l’alternatore poteva smettere di funzionare.
Siamo andati e ho ripensato spesso a quel breve colloquio con Luciano e ai pregiudizi con cui guardiamo i Paesi dell’Est e le genti che vi abitano.
In Romania, non ci siamo mai sentiti in pericolo. Abbiamo viaggiato bene, sebbene più lentamente di quanto siamo abituati in Europa e sapendo che eventuali problemi meccanici ci avrebbero rallentato molto. Abbiamo trovato un’ospitalità attenta e spesso generosa, indimenticabile quella delle famiglie in cui siamo stati a pensione. Specialmente nei luoghi meno famosi, abbiamo incontrato uno stile di vita lento e ospitale in cui – come dice il mio amico Duncan – le persone non pensano subito a i tuoi euro, ma a darti il benvenuto con un bicchierino di horinca. Abbiamo attraversato pianure infinite, percorso valli e valicato montagne, passeggiato in città medievali e villaggi addormentati, ammirato affreschi e conosciuto persone e tradizioni che ci hanno aperto la mente.
Durante il viaggio, la sera, ho annotato nel taccuino immagini, impressioni e fantasie della giornata. Ora sto riordinando quegli appunti, a volte confusi. Li trascrivo qui, per me e per chi vorrà leggerli. Un po’ per volta.
Ah! Devo ricordarmi di telefonare a Luciano per dirgli che siamo tornati.

Avvicinamento

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Timișoara

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Sibiu – Hermanstadt

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Aici eu mă odihnesc (Qui riposo io)

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Banchetto funebre a Budești

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I monasteri della Bucovina

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Viscri

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3 risposte a Taccuino di Romania

  1. Pietro Savastano ha detto:

    Sono contento che ti sia piaciuta la Romania, prima o poi ci ritornerò. Buone cose.

  2. ftondelli ha detto:

    Grande Giulio, è vero la Romania è bella come la sua gente di campagna. Un po’ meno la polizia lungo le strade. Un abbraccio, Fabrizio

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