Mezzano nel Primiero
The journal of a short range traveler
Ho camminato a lungo in quei vicoli e rallentato il passo negli slarghi fra le case e i tabià, sempre accompagnato dal canto amico dell’acqua che qui scorre come la linfa negli alberi. A partire dagli stoli, lunghi e bassi cunicoli che vanno a intercettare le vene d’acqua nella parte alta del paese e la incanalano verso le fontane che oggi non servono più per rifornire le case. Ho incontrato un bambino: strappava una foglia da un cespuglio e la posava delicatamente nel rivolo di acqua limpida che scorreva a lato della via. La strada era ripida e il rivolo terminava con una cascata sotto la quale un buco nero inghiottiva l’acqua. Il bambino guardava serio la foglia accelerare la corsa verso l’abisso, la seguiva con piccoli passi accovacciati fino al salto destinale e ricominciava. Avrei voluto chiedergli se il suo era un esperimento sulla caduta dei gravi o la messa in scena di una tragedia fluviale nel Klondike. «Anch’io da piccolo giocavo con le barchette che staccavo dalla corteccia dei pini…». Le parole mi sono morte in gola mentre abbozzavo un sorriso che sapeva di imbarazzo. Senza una parola, il bambino è ritornato a guardare l’acqua, a strappare una foglia dal cespuglio vicino e a farla correre nella corrente.
E’ proprio vero ciò che scrivi sulle cataste di legna da ardere, composte con dovizia e cura alle volte maniacale, alle volte semplicemente artistica, in ogni caso personalissima. Non ci avevo mai pensato
Già. Grazie del riscontro.
Grande Giulio, come sempre.
Un abbraccio
Fabrizio
Grazie Fabrizio. A presto, spero.
E’ propio tutto vero se leggi e chiudi un attimo gli occhi per quelli che come me son passati da quei posti ti sembra di rivederli nella memoria .Bravo Giulio e complimenti per i tuoi scritti.
Grazie Marco.
Meraviglioso articolo! Grazie mille per la bella interpretazione del nostro paesino!
A presto!!
Grazie Marta.
Bene, un altro buon indirizzo per una giornatona/ giornatona e mezzo… attendo conferma che la cena fosse tanto buona quanto sono suggestivi i nomi delle portate, per organizzare un breve soggiorno cultural-gastronomico-musicale, e soddisfar i cinque sensi.
Per il resto, sei sempre un descrittor intrigante.
Grazie per il tempo che ci dedichi
Leopoldo, ti assicuro che ne vale la pena. Ciao.